Digiuno e gotta: ecco cosa devi sapere
Il digiuno fa bene, lo sappiamo. Ma ci sono alcune situazioni in cui bisogna fare attenzione al digiuno. Se stai digiunando o stai pensando di farlo, la gotta merita un’attenzione speciale.
Parliamone.
Cos’è la gotta?
Se hai mai avuto una crisi di gotta, sai che non è uno scherzo. La gotta si manifesta con un dolore intenso, improvviso, gonfiore e infiammazione, di solito all’alluce, al piede o alla caviglia, e può anche colpire zone dove hai avuto un infortunio precedente.
Un tempo si pensava che la gotta fosse una malattia degli “anziani” o causata dal mangiare troppa carne o bere troppo alcol. Ma, come spesso accade, non è del tutto vero, fatta eccezione per l’alcol. Questa condizione dolorosa è in realtà causata da alti livelli di acido urico nel sangue. Quando l’acido urico si accumula, può formare cristalli appuntiti che si depositano nelle articolazioni. È questo che provoca il dolore intenso.
Ma da dove viene l’acido urico? L’acido urico deriva dalla degradazione delle purine, presenti negli alimenti ma anche prodotte naturalmente dal corpo. Di solito non è un problema. I reni filtrano l’acido urico e lo elimini quando urini. Il problema nasce quando ne produci troppo, o i reni non lo filtrano bene, o entrambe le cose.
La gotta spesso si presenta insieme a obesità e malattie metaboliche a causa del nostro amico insulina. Alti livelli di insulina dicono ai reni di trattenere l’acido urico invece di eliminarlo. E ricorda, mangiare continuamente mantiene alti i livelli di insulina.
Perché il digiuno è negativo per la gotta?
Il digiuno abbassa l’insulina. Quindi dovrebbe essere positivo per la gotta, giusto? E in gran parte lo è. Ma il digiuno prolungato può essere problematico, soprattutto se sei già soggetto alla gotta.
Ecco il punto: quando l’insulina si abbassa, il corpo inizia a bruciare chetoni come fonte di energia, prodotti dalla degradazione dei grassi. È così che perdiamo grasso. Ma chetoni e acido urico non possono essere eliminati contemporaneamente dai reni, almeno non in modo efficiente. Quindi, quando passi a bruciare chetoni, l’eliminazione dell’acido urico diminuisce temporaneamente. Questo può portare a livelli più alti di acido urico, anche se stai facendo tutto correttamente. Per chi è soggetto a crisi di gotta, questo può bastare a scatenare un attacco.
Quindi il problema non è il digiuno in sé, ma la durata e l’intensità del digiuno. Per questo il principale esperto di digiuno e nefrologo, il dottor Jason Fung, consiglia di non fare digiuni prolungati se hai avuto la gotta in passato o sai di essere predisposto.
Perché il digiuno intermittente funziona meglio
Il digiuno intermittente è molto più amico della gotta. Digiuni più brevi, come 18/6, 19/5 o anche OMAD (un pasto al giorno), migliorano la sensibilità all’insulina senza causare un accumulo prolungato di chetoni. Questo significa:
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I livelli di insulina diminuiscono
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I reni possono ancora eliminare l’acido urico
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I chetoni aumentano più gradualmente
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Il rischio di crisi di gotta è molto più basso
Poiché il digiuno intermittente abbassa la glicemia e migliora la sensibilità all’insulina, una routine costante di IF può effettivamente ridurre gli attacchi di gotta, a differenza del digiuno prolungato, che può invece scatenarli. In altre parole, il digiuno intermittente cura la radice del problema che causa la gotta.
Consigli dal dottor Fung
Il dottor Fung suggerisce anche di aggiungere succo di lime nell’acqua e di assumere un estratto di radice di ciliegia durante il digiuno.
Il succo di lime aiuta ad alcalinizzare l’urina, migliorando l’eliminazione dell’acido urico. Fornisce anche vitamina C, che ha dimostrato di abbassare i livelli di acido urico.
L’estratto di ciliegia ha proprietà antinfiammatorie e può ridurre sia i livelli di acido urico sia la gravità delle crisi. Non è una cura, ma è uno strumento utile e potenzialmente preventivo.
Idratazione ed elettroliti
Una corretta idratazione e l’assunzione di elettroliti sono sempre importanti, ma diventano fondamentali se sei soggetto alla gotta.
Ricorda di bere almeno 1,8 litri/64 once di acqua al giorno, e di più se hai sete, e di assumere i tuoi elettroliti, anche durante il digiuno intermittente.
Conclusione
Se hai la gotta o l’hai avuta in passato, non significa che il digiuno sia fuori discussione per te. Anzi, il digiuno è uno strumento che può aiutarti a ridurre il rischio di gotta. Ma il digiuno intermittente è un’opzione più intelligente e sicura per te.
E non è un fallimento! Il digiuno intermittente è uno strumento potente per la guarigione e la perdita di grasso, tanto quanto il digiuno prolungato.
